Sabato sera a la discoteca, vado con Benty a la discoteca
“Poi invece arrivi. Li vedi. Richiami alla mente tutti i perchè. Sono tantissimi, accalcati, accaldati, ingellati, dolcegabbanati, rissosi, ubriachi, socievolissimi, sconosciuti eppure familiarissimi, orrendi nel loro dilagante entusiasmo. Nè più giovani nè più vecchi di te. Solo orrendi.Non sai se fargliene una colpa, o meno. Sai solo che quando, come tutti gli stracazzo di capodanni, parte il discosamba, loro fanno il trenino, che si snoda felice attorno a tutto il locale. A te, che vieni dopotutto da lì, vengono i brividi. Ero come loro? SONO come loro?”
Quando il Greco indica la luna, si può guardare il dito (le playlist di capodanno) fin che si vuole. In questo magistrale post la morale è sempre quella: io e il mio ex compagno di banco abbiamo da dirci molte meno cose che non io e qualsiasi soulmate distante miglia, se non continenti. E non è colpa del discosamba.