January 8, 2008
“Mi dispiace, ma io non voglio fare il re dell’indie. Non è il mio mestiere, non voglio tracimare nè essere il manager di nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile. Popstar, cantautori, postrocker ed elettronici. Tutti noi attivisti musicali dovremmo aiutarci sempre. Dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro sui forum di Rockit, Mucchio e Sodapop. In questo ambiente c’è posto per tutti, la fanbase è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica: ma noi l’abbiamo dimenticato. Il tempo perso ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca a mandarci i vampiri su Facebook, abbiamo la barra per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Internet ci ha dato povertà, Murdoch                    ci ha trasformato in cinici, la direzione artistica ci ha resi duri                    e cattivi, parliamo troppo e suoniamo poco. (…) Perfino ora la mia                    voce raggiunge in streaming milioni di persone nel mondo collegate a “Blog Up”, milioni di uomini,                    donne e bambini disperati che mi pregano di smettere, vittime di un sistema che impone a me di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro                    che mi odiano, io dico, “a’ disperati!” (…) L’odio dei commentatori anonimi scompare                    insieme ai detrattori (…). Soldati dell’indie! Non cedete a dei brutti uomini che vi dicono come vestirvi per andare ai Justice, cosa                    fare a Milano quando sei morto, cosa dire per baccagliare meglio, cosa pensare dei Canadians, che vi irreggimentano, vi condizionano,                    vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questi editor senza                    un anima!                   Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!                    Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate i My Awesome Mixtape,                    coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui.                    Soldati dell’indie! Non difendete la schiavitù di twitter, ma la libertà dai serial tv!                    Ricordate nel Vangelo di SoundVeritè è scritto - ‘Il Regno                    di Dio è nel cuore di panna’ - non di un solo autore o di un gruppo hyped, ma di tutti gli indie. Voi, il popoloròck avete la forza di creare la sensazione, la forza di creare la                    felicità a 8 euro al grammo, avete la forza di fare che la vita sia sicura e fresca come in un mattino di primavera, di fare di questa vita una splendida avventura sotto il cielo di un’estate italiana. Quindi                    in nome dei Radiohead uniamo questa forza, uniamoci tutti!                    Combattiamo per un mondo discografico nuovo che sia gratuito, che dia a tutti                    gli uomini un contratto a tempo indeterminato in qualche redazione, ai giovani una mancia settimanale, ai vecchi Sanremo.                    Promettendovi queste cose dei brutti ceffi sono andati al potere, mentivano!                    Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dettatori                    forse sono liberi? Perché rendono schiavi il popolo.                    Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo                    per liberare il mondo da Pete Doherty, eliminando NME e il copy control, eliminando la Siae, le code ai concerti e i fonici incapaci. Combattiamo per un                    mondo ragionevole, un mondo in cui Michael Stipe e la Riotmaker diano a tutti gli uomini dei dischi come si deve. Soldati dell’indie, nel nome dei Kraftwerk e degli Arab Strap, siate tutti uniti!…”
( )
Si torna a casa. I quasi 400 download della compilation “Succo e polpa” -motivo primo del mio spostamento su Tumblr- non so se considerarli sufficienti o pochi, in ogni caso oltre due mesi di esposizione mi hanno convinto di non poter produrre risultati ulteriori. Gli effetti dell’esperimento-tumblelog restano ancora da valutare, non solo per la mancanza di feedback immediati (i commenti, che torneranno sull’Enoteca) ma anche per l’essere esposto giocoforza al giro della dashboard. “Tutti amici, si guardano in giro”, beninteso. 
C’è un altro motivo che mi spinge a riabilitare la mia affiliazione a Splinder, ed è la volontà di unificare le mie attività sul web in quella pagina. Probabilmente questa scelta porterà in breve anche ad esaurire mie partecipazioni ad iniziative web eterodirette: avverto il bisogno di organizzare da solo modi, tempi e priorità, senza dover condividere le decisioni prese altrove, da altri, in cui sempre meno mi sento coinvolto. Non so se approfitterò ancora di twitter. 
Voglio fare in modo che il mio occuparmi di musica -principalmente indipendente, e italiana, ma non solo- per passione venga percepito senza dispersioni, incentivando l’accesso al blog quale punto di riferimento sul web per chi intenda sapere come la penso o cosa mi sta esaltando. Nonostante i vari impegni e la ben nota discontinuità che non mi garantiscono applicazione costante, frustrando le velleità di essere concorrente a redazioni ben più fornite di operatori.
Non ultimo, do ragione al caro Elrocco: è decisamente più appagante, anche se sempre più difficile, fornire contenuti anziché segnalazioni. Ci riprovo.
Lascio Solo Sfiorando, che resterà online a ricordare gli argomenti che ho trattato, con un ultimo cadeau musicale: si chiamano Zabrisky, vengono dalle mie parti e sono sulla breccia da molti anni. Il nuovo disco “Northside Highway” esce per Shyrec e riporta alla mente la scena del primo britpop di Manchester, quindici anni prima della fuffa leccata dei nostri horrenti tempi: chitarre dolci, deliziosamente fuori moda, a introdurre brani azzeccati e luminosi come “Summer starts today” e questa “Your house was bright on Sunday”.
Ci si vede di là… 

“Mi dispiace, ma io non voglio fare il re dell’indie. Non è il mio mestiere, non voglio tracimare nè essere il manager di nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile. Popstar, cantautori, postrocker ed elettronici. Tutti noi attivisti musicali dovremmo aiutarci sempre. Dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro sui forum di Rockit, Mucchio e Sodapop. In questo ambiente c’è posto per tutti, la fanbase è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica: ma noi l’abbiamo dimenticato. Il tempo perso ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca a mandarci i vampiri su Facebook, abbiamo la barra per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Internet ci ha dato povertà, Murdoch ci ha trasformato in cinici, la direzione artistica ci ha resi duri e cattivi, parliamo troppo e suoniamo poco. (…) Perfino ora la mia voce raggiunge in streaming milioni di persone nel mondo collegate a “Blog Up”, milioni di uomini, donne e bambini disperati che mi pregano di smettere, vittime di un sistema che impone a me di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odiano, io dico, “a’ disperati!” (…) L’odio dei commentatori anonimi scompare insieme ai detrattori (…). Soldati dell’indie! Non cedete a dei brutti uomini che vi dicono come vestirvi per andare ai Justice, cosa fare a Milano quando sei morto, cosa dire per baccagliare meglio, cosa pensare dei Canadians, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questi editor senza un anima! Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate i My Awesome Mixtape, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati dell’indie! Non difendete la schiavitù di twitter, ma la libertà dai serial tv! Ricordate nel Vangelo di SoundVeritè è scritto - ‘Il Regno di Dio è nel cuore di panna’ - non di un solo autore o di un gruppo hyped, ma di tutti gli indie. Voi, il popoloròck avete la forza di creare la sensazione, la forza di creare la felicità a 8 euro al grammo, avete la forza di fare che la vita sia sicura e fresca come in un mattino di primavera, di fare di questa vita una splendida avventura sotto il cielo di un’estate italiana. Quindi in nome dei Radiohead uniamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo discografico nuovo che sia gratuito, che dia a tutti gli uomini un contratto a tempo indeterminato in qualche redazione, ai giovani una mancia settimanale, ai vecchi Sanremo. Promettendovi queste cose dei brutti ceffi sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dettatori forse sono liberi? Perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo da Pete Doherty, eliminando NME e il copy control, eliminando la Siae, le code ai concerti e i fonici incapaci. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui Michael Stipe e la Riotmaker diano a tutti gli uomini dei dischi come si deve. Soldati dell’indie, nel nome dei Kraftwerk e degli Arab Strap, siate tutti uniti!…”

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Si torna a casa. I quasi 400 download della compilation “Succo e polpa” -motivo primo del mio spostamento su Tumblr- non so se considerarli sufficienti o pochi, in ogni caso oltre due mesi di esposizione mi hanno convinto di non poter produrre risultati ulteriori. Gli effetti dell’esperimento-tumblelog restano ancora da valutare, non solo per la mancanza di feedback immediati (i commenti, che torneranno sull’Enoteca) ma anche per l’essere esposto giocoforza al giro della dashboard. “Tutti amici, si guardano in giro”, beninteso.

C’è un altro motivo che mi spinge a riabilitare la mia affiliazione a Splinder, ed è la volontà di unificare le mie attività sul web in quella pagina. Probabilmente questa scelta porterà in breve anche ad esaurire mie partecipazioni ad iniziative web eterodirette: avverto il bisogno di organizzare da solo modi, tempi e priorità, senza dover condividere le decisioni prese altrove, da altri, in cui sempre meno mi sento coinvolto. Non so se approfitterò ancora di twitter.

Voglio fare in modo che il mio occuparmi di musica -principalmente indipendente, e italiana, ma non solo- per passione venga percepito senza dispersioni, incentivando l’accesso al blog quale punto di riferimento sul web per chi intenda sapere come la penso o cosa mi sta esaltando. Nonostante i vari impegni e la ben nota discontinuità che non mi garantiscono applicazione costante, frustrando le velleità di essere concorrente a redazioni ben più fornite di operatori.

Non ultimo, do ragione al caro Elrocco: è decisamente più appagante, anche se sempre più difficile, fornire contenuti anziché segnalazioni. Ci riprovo.

Lascio Solo Sfiorando, che resterà online a ricordare gli argomenti che ho trattato, con un ultimo cadeau musicale: si chiamano Zabrisky, vengono dalle mie parti e sono sulla breccia da molti anni. Il nuovo disco “Northside Highway” esce per Shyrec e riporta alla mente la scena del primo britpop di Manchester, quindici anni prima della fuffa leccata dei nostri horrenti tempi: chitarre dolci, deliziosamente fuori moda, a introdurre brani azzeccati e luminosi come “Summer starts today” e questa “Your house was bright on Sunday”.

Ci si vede di là… 

January 7, 2008

Pane al pane, vino al vino

In download integrale dal suo sito, “Il mio politico si fa di bamba”, del rapper romano Diamante
January 6, 2008

La nuova frontiera dello strozzinaggio

Sulle mail provenienti da email.it compare il seguente claim:

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(chiosa scontata: …che tanto se non pagate vi becchiamo noi, alla vecchia. Il grassetto è mio)

January 5, 2008

Sabato sera a la discoteca, vado con Benty a la discoteca

“Poi invece arrivi. Li vedi. Richiami alla mente tutti i perchè. Sono tantissimi, accalcati, accaldati, ingellati, dolcegabbanati, rissosi, ubriachi, socievolissimi, sconosciuti eppure familiarissimi, orrendi nel loro dilagante entusiasmo. Nè più giovani nè più vecchi di te. Solo orrendi.

Non sai se fargliene una colpa, o meno. Sai solo che quando, come tutti gli stracazzo di capodanni, parte il discosamba, loro fanno il trenino, che si snoda felice attorno a tutto il locale. A te, che vieni dopotutto da lì, vengono i brividi. Ero come loro? SONO come loro?”

Quando il Greco indica la luna, si può guardare il dito (le playlist di capodanno) fin che si vuole. In questo magistrale post la morale è sempre quella: io e il mio ex compagno di banco abbiamo da dirci molte meno cose che non io e qualsiasi soulmate distante miglia, se non continenti. E non è colpa del discosamba.